Ecco cosa succede a Londra quando un automobilista e un ciclista si scontrano 

Transports of London ha affidato a un video il lancio della campagna di PSA “Share the road”, finalizzata a un’assunzione di responsabilità e un maggior self control quando ci troviamo in situazioni critiche sulla strada. 

Si è scelta la strada dell’emozionalità, di un voice over toccante, di immagini in slomo e in bianco e nero per mantenere le corde del racconto sempre tese.

Ottimo lavoro. 

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Una festa per l’arrivo di “quel periodo”? Sì! (con 25 milioni di views!)

Guardate questo video per scoprire 3 cose molto importanti:

1. che gli americani non si fanno tanti problemi a ridere di cose che da noi sono considerate quantomeno sconvenienti;

2. che esiste una società il cui business è quello di vendere forniture di assorbenti multimarca per corrispondenza in abbonamento (e fa tanti soldi);

3. che le agenzie pubblicitarie non sono in grado di gestire la specificità del processo di produzione di video diversi dagli adv classici e che sempre più spesso gli si preferiscono le viral factory (come noi).

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GARA DI SCHIAFFI (VIRALE)

Il nostro lavoro consiste anche nel creare contenuti che vengano condivisi il più possibile. Viralità dirà qualcuno: a volte (la viralità è un meccanismo un po’ più complesso e ha a che fare con TANTE VIEWS IN POCO TEMPO: se avete voglia qui trovate qualche dato in più).

Uno dei meccanismi che possono contribuire a creare la viralità è quello dell’imitazione, che gioca su due piani: un prodotto che si presti a imitazione (es: harlem shake) può beneficiare delle riletture in termini di awareness mentre le imitazioni stesse possono diventare virali.

L’imitazione in chiave ironica (cioè la parodia) dà spesso buoni risultati. E’ il caso della nostra campagna "L’amore visto dai registi italiani" e di questo riuscitissimo video che fa il verso a suon di schiaffi alla celebre campagna di Wren Studio, il brand di abbigliamento americano che vedeva degli attori sconosciuti alle prese con un bacio fintissimo appassionato.

Noi preferiamo decisamente questo. Se non altro per il sound design.

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Una lattina rovina mondiale (e fidanzamento).

Orangina, la bevanda gassata francese al gusto di arancia che anni fa tentò senza fortuna di sbarcare anche nelmercato italiano è pronta a diventare l’incubo dei tanti appassionati di calcio che per oltre un mese si potranno godere lo spettacolo della #worldcup2014 in Brasile.

Il brand d’oltralpe ha infatti creato un subdolo marchingegno installato sul fondo di alcune lattine che produce un oscuramento di qualsiasi apparecchio televisivo nel raggio di pochi metri, rovinandovi così lo spettacolo più bello del mondo: #Orangina #canetteantifoot (sic.)

Le lattine #antimondiale pare esistano realmente e, anzi, rispondendo alla call to action su #facebook o #twitter è possibile accaparrarsene una.

Dal punto di vista della strategia di marketing si tratta di un posizionamento che ci si aspettava da tempo: occupare lo spazio lasciato dalla stragrande maggioranza di non appassionati di calcio. 

Ma siamo certi che non sia rischioso? Il video che descrive la campagna, inoltre, oltre ad essere poco o per nulla coinvolgente perché troppo didascalico (pare sia una case history per i Lion d’or di Cannes, non proprio il tipo di video che fa scattare il meccanismo di condivisione) non è nemmeno ironico e potrebbe far nascere un sentiment negativo nei confronti del brand da parte dei consumatori. Certamente crea un certo buzz ma crediamo ci potessero essere modi migliori, più ironici e spiazzanti per creare buzz, condivisione e un posizionamento migliore.

D’altronde, checché se ne dica, the content is still the king.

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Red Bull e la città fantasma

Danny MacAskill è un famoso bike stunt scozzese che molti di voi ricorderanno per le acrobazie in una gigantesca camera da letto per bambini, in un celebre branded content Red Bull. La bibita che ti mette le ali stavolta ha portato il giovane sportivo ad Epecuén, una città fantasma argentina affascinante e misteriosa come poche. 

Tra malinconia, sogno e avventura, Red Bull ha fatto nuovamente centro con un prodotto magnifico (personalmente credo il migliore) della sua lunga e fortunatissima serie. 

A corredare questa magnifica iniziativa, anche un sito interattivo (http://epecuen.redbull.com/) che porta a scoprire l’intera zona a fianco di MacAskill, con tanto di contenuti extra testuali e visivi, e con un web design da brividi.

Red Bull: voto 10 +. Come sempre.

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La rivincita del Pepsi-nerd

Branded Content in formato teen-movie anni ‘70/’80 per Pepsi che ha affidato la regia di questo cortometraggio all’attore Idris Elba (The wire, The office, Luther), al suo debutto dietro la macchina da presa.

Come nella migliore tradizione di best practice anglosassone, nello short movie non c’è traccia di bibite gassate (i brand italiani fanno un po’ fatica a capirlo…)

La storia è la classica rivincita del nerd che si vendica delle continue vessazioni sfidando in una funambolica partitella a calcetto il gruppo di bulli della scuola, meritandosi così le attenzioni della bella della scuola (attenzione al finale -più o meno- a sorpresa).

Siamo tutti nerd. Buona visione.

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#VIOLENCEISVIOLENCE, chiunque sia la vittima.

Mankind initiative ha realizzato un PSA antiviolenza che mette in discussione i nostri stereotipi: la violenza è violenza, contro chiunque si manifesti. 

Dal punto di vista del linguaggio si tratta di una sorta di positive pranks, finalizzata a generare un sentimento di sopresa (ricordate una delle regole d’oro della viralità: surprise not shocking!)

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La festa della mamma (dei cretini)

Nessuna offesa! Solo una brillante campagna antiviolenza dedicata alle #mammedeicretini che come dice l’adagio son sempre incinte.

Un applauso. E buona festa della mamma.

135 ore a settimana minimo, no ferie, no pausa pranzo. Stipendio: zero. 

Accettereste mai un lavoro così? Probabilmente lo avete già fatto.

#worldstoughestjob è la splendida campagna lanciata da un brand (di cui non vi sveliamo il nome per non rovinarvi la sorpresa) attraverso la seguente strategia:

1. pubblicazione di un annuncio per una posizione aperta di “director of operation” in una società denominata Rehtom Inc. (l’annuncio lo trovate qui)

I requisiti erano a dir poco brutali: 

• In piedi quasi tutto il tempo 

• Lavorare da un minimo di 135 a un numero illimitato di ore settimanali 

• Skills in medicina, finanza e arti culinarie 

• Nessuna Vacanza 

• Il carico di lavoro aumenta durante le festività

• Non c’è tempo per dormire 

• Stipendio = 0 $

2. L’annuncio di lavoro ha ottenuto 2,7 milioni di impressions grazie a paid ads. Ma solo 24 persone hanno accettato di fare un colloquio. 

3. I colloqui sono avvenuti via webcam, e le reazioni dei candidati sono state catturate in tempo reale in questo video.

Preparate i fazzoletti.

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#LastSelfie: la campagna del WWF per le specie in via d’estinzione.

Le ONG internazionali hanno spesso il polso della comunicazione di brand, facendo leva anche su strumenti digital e sugli specifici linguaggi.

Ecco perché WWF Denmark ha colto nel segno lanciando una campagna che utilizza uno degli strumenti più raccontati negli ultimi due anni (selfie) e il sistema di messaggistica istantanea Snapchat, la chat usata prevalentemente da un target giovane e che consente di far sparire le foto e i video inviati automaticamente e definitivamente dopo pochi secondi.

Il concept è semplice quanto efficace: non permettete che gli autoscatti delle specie a rischio siano gli ultimi, non permettete che questi esemplari spariscano così come fa una foto su Snapchat.

In questo caso, il contesto è il re.

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