GoPro + droni + bici + montagne pazzesche + Scozia= WIN

Di come si crei la viralità ne parliamo spesso. “La viralità non si crea”: FALSO. La viralità è difficile da predire con certezza, ma ci sono tecniche, strategie e soprattutto contenuti che possono con ragionevole certezza essere in grado di creare visioni e condivisioni. 

Senza soffermarci troppo sui dettagli, ecco un video che -già dal momento in cui è stato ideato- aveva buone potenzialità di diventare un successo. 

Le motivazioni (non tutte, per la strategia dovete affidarvi a gente del mestiere, tipo noi) sono nel titolo.

Godetevelo.

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#Peugeot208GTi30th 30 anni di attesa ma ne è valsa la pena

Un’attesa lunga 30 anni per i (tanti) fan della Peugeot 208, i cui sedili sono stati teatro di frizzi e lazzi, sex, drug and rock n’roll. La casa francese ha fatto le cose in grande con uno short movie ad alto livello adrenalinico, una campagna a suon di hashtag, un tumblr dedicato (davvero ben fatto) con le immagini del backstage. Un’operazione da top player, anche se forse non sufficiente da creare una dose massiccia di viralità organica. Staremo a vedere, senza sottovalutare la bramosia dei malati di quattro ruote.

Comunque, noi qui ci siamo molto divertiti.

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New Peugeot 208 GTi 30th | Film The Legend Returns

http://youtu.be/9zTheyLIvRc

IL #CALCIO NON E’ UNA COSA SERIA #CANAL+

Oggi omaggiamo la creatività. Nessun brand o branded content, nessun product placement in questo che è solamente un divertentissimo adv pubblicitario dal taglio classico o poco più. 

Per lanciare la nuova stagione del calcio francese (dove non mancano i pezzi da 90, da Ibrahimovic a Verratti passando per Thiago Silva e Lavezzi) la pay tv CANAL + ha lanciato una campagna adv che vede un gruppo non esattamente atletico di cameramen alle prese con mirabolanti evoluzioni per riuscire a fornire ai telespettatori la miglior visuale possibile.

Davvero un grande prodotto.

Mai come in questo caso: chapeau.

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CANAL + Football - Cameramen: 

https://www.youtube.com/watch?v=aUDbLqgyUHc

La banca con i bancomat più generosi del mondo

Se siete disperati per i vostri conti in banca guardatevi questo adv di TD Canada Trust, che ha voluto dimostrare di conoscere i suoi clienti meglio di qualsiasi altra banca.

L’istituto di credito canadese ha trasformato alcuni suoi bancomat (in inglese ATM) in “Automated Thanking Machines”, che interagivano direttamente con i clienti e che distribuivano molto più del solo denaro: provavano a distribuire un po’ di “felicità”.  

Così una mamma single riceve due libretti di risparmio per i suoi figli e un viaggio a Disneyland; a un fan sfegatato dei Toronto Blue Jays viene data la possibilità di aprire la partita della sua squadra e, infine, un’anziana madre riceve dei biglietti per andare a trovare la figlia che sta lottando contro il cancro.

In questo tipo di adv, la leva dell’emozionalità gioca soprattutto con le espressioni di stupore, felicità e riconoscenza dei clienti, che, insieme con le storie dei singoli, riescono a creare una forte connessione emotiva con lo spettatore.

Gli impiegati di TD hanno distribuito assegni da $20 ad ogni cliente in più di 1.100 filiali, e molti altri hanno ricevuto un deposito diretto. I clienti della banca sono molto riconoscenti. E come si potrebbe non esserlo?

D’altronde, il video, liberamente ispirato alla campagna di Coca-Cola “Happiness Machine”, ha raggiunto circa 7 milioni di views in poco più di 10 giorni.

Davvero un successo. 

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VIDEO TD CANADA TRUST: https://www.youtube.com/watch?v=bUkN7g_bEAI

VIDEO COCA-COLA: https://www.youtube.com/watch?v=lqT_dPApj9U

L’ emotional advertising (o sadvertising): un trend sempre in crescita.

Sono tempi di scelte difficili per i brand: da una parte la tv (dove è difficile costruire una vera relazione con l’audience), dall’altra la rete dove le relazioni si costruiscono giorno dopo giorno sulla base di coinvolgimenti anche e soprattutto emozionali. I valori di un brand riescono così a essere veicolati attraverso un linguaggio che coinvolga l’utente in una relazione che ha poco a che fare con la razionalità e molto con l’emotività.

Gli advertising con una linea narrativa emozionale positiva (stiamo principalmente parlando di prodotti video ma non esclusivamente di quelli) prendono il nome di emotional advertising (o “sadvertising”).

Il trend è nato parecchi anni fa negli Stati Uniti e sembra davvero non essere destinato a sparire velocemente. 

Qual è il motivo di un successo così duraturo? 

Abbiamo individuato 3 motivi principali:

1.SOGGETTIVO

L’utente per entrare in sintonia con un brand che opera su mercati fortemente concorrenziali ha bisogno di emozioni più che di informazioni. Sapere che uno shampoo ha dei componenti piuttosto che altri non è per nulla centrale. Lo è sapere che quel marchio condivide i nostri stessi valori e ci fornisce un’esperienza che li trasmetta.

2. OGGETTIVO

Il lungo periodo di crisi ha fatto in modo che molte persone abbiano peggiorato il tenore di vita ma allo stesso tempo riscoperto i valori di solidarietà e fratellanza. Valori che spesso sono al centro di questi video.

3. NARRATIVO

A tutti piacciono le storie a fin di bene: quando un brand riesce a raccontare storie in cui in qualche modo il bene vince, non può che essere una scelta vincente.

In America succede da tanti anni. E in Italia?

Qualcuno ci prova, come Mediolanum Corporate University e questo emozionante promo per la piattaforma www.centodieci.it

Che ne pensate?

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Ecco cosa succede a Londra quando un automobilista e un ciclista si scontrano 

Transports of London ha affidato a un video il lancio della campagna di PSA “Share the road”, finalizzata a un’assunzione di responsabilità e un maggior self control quando ci troviamo in situazioni critiche sulla strada. 

Si è scelta la strada dell’emozionalità, di un voice over toccante, di immagini in slomo e in bianco e nero per mantenere le corde del racconto sempre tese.

Ottimo lavoro. 

Siete d’accordo?

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Una festa per l’arrivo di “quel periodo”? Sì! (con 25 milioni di views!)

Guardate questo video per scoprire 3 cose molto importanti:

1. che gli americani non si fanno tanti problemi a ridere di cose che da noi sono considerate quantomeno sconvenienti;

2. che esiste una società il cui business è quello di vendere forniture di assorbenti multimarca per corrispondenza in abbonamento (e fa tanti soldi);

3. che le agenzie pubblicitarie non sono in grado di gestire la specificità del processo di produzione di video diversi dagli adv classici e che sempre più spesso gli si preferiscono le viral factory (come noi).

Siete d’accordo?

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GARA DI SCHIAFFI (VIRALE)

Il nostro lavoro consiste anche nel creare contenuti che vengano condivisi il più possibile. Viralità dirà qualcuno: a volte (la viralità è un meccanismo un po’ più complesso e ha a che fare con TANTE VIEWS IN POCO TEMPO: se avete voglia qui trovate qualche dato in più).

Uno dei meccanismi che possono contribuire a creare la viralità è quello dell’imitazione, che gioca su due piani: un prodotto che si presti a imitazione (es: harlem shake) può beneficiare delle riletture in termini di awareness mentre le imitazioni stesse possono diventare virali.

L’imitazione in chiave ironica (cioè la parodia) dà spesso buoni risultati. E’ il caso della nostra campagna "L’amore visto dai registi italiani" e di questo riuscitissimo video che fa il verso a suon di schiaffi alla celebre campagna di Wren Studio, il brand di abbigliamento americano che vedeva degli attori sconosciuti alle prese con un bacio fintissimo appassionato.

Noi preferiamo decisamente questo. Se non altro per il sound design.

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Una lattina rovina mondiale (e fidanzamento).

Orangina, la bevanda gassata francese al gusto di arancia che anni fa tentò senza fortuna di sbarcare anche nelmercato italiano è pronta a diventare l’incubo dei tanti appassionati di calcio che per oltre un mese si potranno godere lo spettacolo della #worldcup2014 in Brasile.

Il brand d’oltralpe ha infatti creato un subdolo marchingegno installato sul fondo di alcune lattine che produce un oscuramento di qualsiasi apparecchio televisivo nel raggio di pochi metri, rovinandovi così lo spettacolo più bello del mondo: #Orangina #canetteantifoot (sic.)

Le lattine #antimondiale pare esistano realmente e, anzi, rispondendo alla call to action su #facebook o #twitter è possibile accaparrarsene una.

Dal punto di vista della strategia di marketing si tratta di un posizionamento che ci si aspettava da tempo: occupare lo spazio lasciato dalla stragrande maggioranza di non appassionati di calcio. 

Ma siamo certi che non sia rischioso? Il video che descrive la campagna, inoltre, oltre ad essere poco o per nulla coinvolgente perché troppo didascalico (pare sia una case history per i Lion d’or di Cannes, non proprio il tipo di video che fa scattare il meccanismo di condivisione) non è nemmeno ironico e potrebbe far nascere un sentiment negativo nei confronti del brand da parte dei consumatori. Certamente crea un certo buzz ma crediamo ci potessero essere modi migliori, più ironici e spiazzanti per creare buzz, condivisione e un posizionamento migliore.

D’altronde, checché se ne dica, the content is still the king.

Cosa ne pensate?

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Red Bull e la città fantasma

Danny MacAskill è un famoso bike stunt scozzese che molti di voi ricorderanno per le acrobazie in una gigantesca camera da letto per bambini, in un celebre branded content Red Bull. La bibita che ti mette le ali stavolta ha portato il giovane sportivo ad Epecuén, una città fantasma argentina affascinante e misteriosa come poche. 

Tra malinconia, sogno e avventura, Red Bull ha fatto nuovamente centro con un prodotto magnifico (personalmente credo il migliore) della sua lunga e fortunatissima serie. 

A corredare questa magnifica iniziativa, anche un sito interattivo (http://epecuen.redbull.com/) che porta a scoprire l’intera zona a fianco di MacAskill, con tanto di contenuti extra testuali e visivi, e con un web design da brividi.

Red Bull: voto 10 +. Come sempre.

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